Lasciate che mi presenti – Ruta Meilutyte

Meno di un minuto

Le cose grandi hanno bisogno di basi solide e ben piantate a terra. Infatti Ruta Meilutyte ai piedi porta il numero 43.

La spedizione lituana del nuoto a Londra 2012 è una delle meno numerose: quattro atleti. Ruta è l’unica femmina. Ha 15 anni, due cuffie verdi e tanta voglia di ribaltare i pronostici della vigilia. Che tradotto in acqua significa battere Rebecca Soni e Julija Efimova.


In finale se le ritrova rispettivamente alla sua destra e alla sua sinistra, ma al tocco saranno entrambe alle sue spalle. Cento superlativi metri fino alla piastra, nuotati con classe, potenza e l’illusione dei quindici anni. La Soni, in confronto, sembra più un rospo, che una rana.

Ruta sale sulla corsia e apre le braccia verso il cielo, come se quel momento volesse inghiottirselo, berlo fino all’ultima goccia. Si è appena presentata al mondo del nuoto e avrà tanto da dire negli anni a seguire.
E’ così che si dovrebbe nuotare: con lo spirito di quindici anni, con la sete di una vittoria olimpica e, per i più fortunati, con i piedi di Ruta Meilutyte, la ragazzina lituana che si bevve il mondo intero alla sua prima olimpiade.

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